Gioberti, Vincenzo (1801-1852) - Abate e celebre uomo politico "neoguelfo", già cappellano di Carlo Alberto, fu due volte esule a Parigi dove morì. Straordinaria lunga (4 pp. in-folio, carta arrossata e con tracce di piegatura) e importante lettera (Parigi, 1. 7. 1850), "dettata" nella semicecità che lo aveva colpito negli ultimi anni. Nel rifiutare un'onorificenza propostagli dal Ministro Galvagno, difende polemicamente il proprio operato del '48-49, ammettendo che unico suo errore fu quello d'aver avuto troppa fiducia nella fermezza del Re Carlo Alberto e nella lealtà dell'amico che m'aveva indotto a rimpatriare (cioè il Conte Pinalli). Rivela poi di aver combattuto segretamente una setta,che aveva fatto uccidere Pellegrino Rossi, e spediva in Piemonte per me quattro compagni dell'assassino .
Gioberti, Vincenzo (1801-1852) - Abate e celebre uomo politico "neoguelfo", già cappellano di Carlo Alberto, fu due volte esule a Parigi dove morì. Straordinaria lunga (4 pp. in-folio, carta arrossata e con tracce di piegatura) e importante lettera (Parigi, 1. 7. 1850), "dettata" nella semicecità che lo aveva colpito negli ultimi anni. Nel rifiutare un'onorificenza propostagli dal Ministro Galvagno, difende polemicamente il proprio operato del '48-49, ammettendo che unico suo errore fu quello d'aver avuto troppa fiducia nella fermezza del Re Carlo Alberto e nella lealtà dell'amico che m'aveva indotto a rimpatriare (cioè il Conte Pinalli). Rivela poi di aver combattuto segretamente una setta,che aveva fatto uccidere Pellegrino Rossi, e spediva in Piemonte per me quattro compagni dell'assassino .
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